Marketing l’importanza del SEO

Marketing l’importanza del SEO

 Il marketing ha un legame imprescindibile con il SEO…. Ma sai davvero perché è fondamentale la sua presenza?

 Marketing: le analisi del settore di mercato

 Le analisi del settore di mercato sono un elemento fondamentale per il marketing. Attraverso la definizione di un piano strategico è possibile rendersi operativi nel web. Nel corso del tempo sono cambiati gli strumenti di analisi ma l’obiettivo è sempre quello di raggiungere ciò che si è prefissato. A seconda del prodotto/servizio del quale ci si sta occupando potrebbe esserci una complessità diversa che potrebbe rendere più o meno difficoltosa la collocazione.

Naturalmente la considerazione principale si forma sull’indicazione dei punti di debolezza dei competitor in maniera tale da valorizzare il proprio prodotto. Non si può pensare di creare un piano di marketing valido senza l’analisi della concorrenza perché è proprio quella che ti permette di posizionarsi meglio e di far avere alla tua azienda quelle capacità che gli altri non riescono ad ottenere.

Per entrare in questa logica bisogna considerare quanto importante sia il marketing che si lega alla tua strategia perché è attraverso una serie di elementi che vivono concatenati tra loro che si possono ottenere buoni risultati.

Perché parlare di SEO

 Il Seo permette l’ottimizzazione per i motori di ricerca e permette di migliorare la posizione della tua pagina web. Definisce l’insieme di quelle strategie che permettono di ottenere risultati organici. La valutazione riguarda diversi elementi di un sito: dalla struttura al codice HTML fino al link della gestione in entrata. La definizione esatta del termine è search engine optimization che si distingue dal search engine advertising.

Con il Seo non vi è un pagamento al motore di ricerca ma si lavora affinché si strutturi un testo in grado di essere indicizzato attraverso questo materiale. Certamente uno dei primi fattori che distinguono un buon approccio e un contenuto originale ed autorevole perché possa interessare il lettore e soprattutto differenziarsi all’interno dei motori di ricerca. L’algoritmo di Google è costantemente aggiornato dunque bisogna sempre seguire con attenzione questa fase strategica.

La scelta delle parole chiavi devono essere accurate per poter poi definire in maniera ideale la propria campagna. Se stai lavorando su una campagna le parole chiave non devono essere mai generiche ma ben mirati per ottenere i risultati specifichi. La ricerca di dati statistici mensili ti offrono un chiaro spunto grafico per capire verso quali keyword orientarsi.

 L’ottimizzazione del SEO

 Di fondamentale importanza è il tag title che quello che viene specificato quanto apriamo una pagina. Deve essere in grado di far capire ai robot e agli utenti che include in maniera inequivocabile la parola chiave. Il sito deve sempre contenere contenuti utili interessanti che sia in grado di apportare conoscenza di utenti.

Ecco perché si consiglia di avere un aggiornamento costante e nel momento in cui è presente un blog cercare di renderlo buon posizionato nel tempo. Google Desidero avere soltanto testi originali assolutamente non copiate e fissare l’obiettivo di produrre un modo di scrivere scorrevole ed efficace.

YouTube: Statistiche e Curiosità

YouTube: Statistiche e Curiosità

In questo articolo ho cercato di raccogliere alcuni numeri, informazioni utili, statistiche e curiosità. Statistiche e curiosità : Youtube è stato fondato a febbraio 2005 da Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim. Tutti e 3, in precedenza, avevano lavorato per PayPal.

Il primo video caricato su Youtube è stato “Me at the zoo” di Jawed Karim (http://www.youtube.com/watch?v=jNQXAC9IVRw), pubblicato alle ore 20:27 del 23 aprile 2005. Il filmato durava 19 secondi. Il 10 ottobre 2006 Youtube viene acquistata da Google Inc. per la cifra di 1,65 miliardi di dollari. Dal 19 giugno 2007 è disponibile anche in lingua italiana. Ogni minuto vengono caricati su Youtube filmati per una durata di 24 ore (dato marzo 2010).

A maggio 2010 ha superato i 2 miliardi di visualizzazioni in media al giorno. In totale, nel 2010, ha registrato più di 700 miliardi di riproduzioni dei video. Il 10% dei video caricati è disponibile anche in HD. Più della metà dei filmati caricati ha ricevuto voti o commenti da parte della community.

Circa il 70% del traffico viene da paesi al di fuori degli Stati Uniti d’America. Ha stretto partnership con più di 10.000 partner. Il sito è stato geolocalizzato in 25 paesi del mondo e tradotto in 43 lingue.

Registra ogni giorno più di 200.000.000 visualizzazioni (dato febbraio 2011, fonte webpronews.com) Per tenere sotto controllo l’evoluzione di questi dati, è possibile consultare su Youtube.com le sezioni “Statistiche” e “Date salienti“.

Uno strumento di fondamentale importanza che registra un interessamento esponenziale evidenziando come il video sia uno strumento di utilità immediata per l’utente.

Classificazione Social Media: Owned, Paid, Earned

Classificazione Social Media: Owned, Paid, Earned

Una delle possibili classificazioni dei social media è quella tra mezzi posseduti (owned), mezzi comprati (paid) e mezzi guadagnati (earned). Owned Media: sono i media “posseduti”, cioè i mezzi di comunicazione direttamente gestiti dall’azienda, come ad esempio il sito web istituzionale, il sito mobile, il blog aziendale, gli account dell’azienda sui vari social network come Facebook, Twitter, Youtube, Flickr, e così via.

Su questi media l’azienda ha un controllo diretto del messaggio veicolato. Il target sono soprattutto i clienti attuali e futuri. Paid Media: sono i media “pagati”, i mezzi che vengono comprati per ottenere visibilità. Rientrano tra questi il display advertising, le campagne sponsorizzate su Google, portali di settore, network, le campagne pubblicitarie televisive o sulla carta stampata e in generale tutte le forme di advertising e sponsorizzazione.

Social media: gli strumenti di cui si avvalgono

Questi mezzi permettono di raggiungere i potenziali clienti (gli “strangers”). Earned Media: sono i media “guadagnati”, cioè quei canali di comunicazione in cui l’azienda è presente tramite citazioni, recensioni, conversazioni degli utenti.

Un esempio sono quindi le recensioni su Tripadvisor, le condivisioni su Facebook e Twitter, il “like”, ecc. Siccome i mercati sono conversazionali, luoghi dove i consumatori scambiano idee, pareri, opinioni, giudizi su prodotti, servizi, marche e persone, diventa di fondamentale importanza l’ascolto e il monitoraggio di questi canali. La presenza sugli earned media non può essere acquistata, ma deve essere guadagnata.

Può essere però incentivata con azioni di digital PR, passaparola, buzz o viral marketing. Ecco un’immagine riassuntiva degli elementi di questa classificazione dei social media: Fonte immagine: Forrester (2009) Un buon social media mix dovrebbe quindi prevedere l’utilizzo equilibrato di mezzi posseduti. I nostri siti web, cataloghi, account dei social network sui cui possiamo intervenire senza vincoli di budget e senza troppe restrizioni.

Mezzi comprati (cioè l’advertising, i media dove paghiamo per ottenere visibilità) e media guadagnati (i blog, forum, e le community dove otteniamo citazioni da parte degli utenti che ci “promuovono” quindi in modo spontaneo).

3,3 Miliardi di Ricerche al Giorno su Google.

3,3 Miliardi di Ricerche al Giorno su Google.

Un breve post solo per fare alcune considerazioni sui dati contenuti in questa infografica pubblicata sul Corriere Economia del 3 novembre 2014. Il grafico riporta i dati degli strumenti più utilizzati dalle persone per ricercare informazioni in internet.

I dati sono i seguenti: Su Google vengono effettuate 3,3 miliardi di ricerche al giorno Su Twitter vengono effettuate 1,5 miliardi di ricerche quotidiane, soprattutto per cercare tweet, immagini e video Su Facebook si registrano 1 miliardo di ricerche giornaliere, gran parte delle quali per cercare persone e profili

Questo vuol dire che Google “perde” ogni giorno 2,5 miliardi di potenziali ricerche. E meno ricerche significa meno click sugli annunci sponsorizzati (vedi i dati del Q3 2014), fonte principale di guadagno per bigG. Si rafforza quindi il concetto espresso qualche settimana fa da Eric Schmidt. Lui affermava che il vero rivale di Google non sono gli altri motori di ricerca come Bing o Yahoo!, ma piuttosto Amazon.

Amazon è infatti sempre più spesso nel top-of-mind delle persone che cercano articoli da comprare online. Anche se non è un motore di ricerca vero e proprio, risponde alle ricerche e alle richieste degli utenti, proprio come fa Google. Interessante il dato mostrato da Amazon allo IAB Forum 2014. Negli Stati Uniti il 30% degli online shopper inizia la ricerca da Amazon, mentre il 13% inizia dai motori di ricerca.

Che cos’è il Marketing?

Che cos’è il Marketing?

Che cos’è il Marketing? Che cos’è il marketing? Difficile dare una risposta sintetica, in quanto esistono numerose definizioni di marketing. Riassumo alcuni concetti di come vedo io il marketing.

L’origine del termine marketing

Partiamo dall’origine del termine. In senso tecnico il termine “marketing” fa riferimento ai rapporti di scambio che avvengono sul mercato. Il termine inglese marketing, infatti, contiene il sostantivo “market” (mercato), il verbo “to market” (piazzare sul mercato) e il sostantivo verbale “marketing” (l’attività di operare sul mercato).

Mercato inteso come luogo in cui si realizzano scambi di beni o servizi tra l’offerta (il venditore) e la domanda (chi necessita di qualche bene/servizio). Una delle definizioni di marketing più adottate è quella data da Philip Kotler nel 1967: Il marketing è quel processo sociale e manageriale diretto a soddisfare bisogni ed esigenze attraverso processi di creazione e scambio di prodotti e valori.

È l’arte e la scienza di individuare, creare e fornire valore per soddisfare le esigenze di un mercato di riferimento, realizzando un profitto. Altra definizione, data dalla American Marketing Association, è la seguente: Il marketing è il processo che pianifica e realizza la progettazione, la politica dei prezzi, la promozione e la distribuzione di idee, beni e servizi volti a creare mercato e a soddisfare obiettivi di singoli individui e organizzazioni.

Il fatto che venga utilizzato il termine “processo” ci aiuta a capire che il marketing non consiste in una singola azione (esempio la vendita) o strumento (esempio la promozione del prodotto/servizio), ma è un insieme di attività finalizzate al raggiungimento di un obiettivo.

Di cosa si occupa il marketing

Il marketing è l’insieme delle attività intraprese dall’azienda per soddisfare bisogni attraverso processi di scambio. Oggi, però, il termine marketing non può non essere collegato ai concetti di ascolto, comunicazione, creazione di valore e relazione. Non è solo un processo manageriale, ma anche un processo sociale, basato sulla relazione tra chi vende e chi acquista. È l’insieme di tutte le attività volte a promuovere valori e soddisfare i desideri e i bisogni delle persone e dei mercati.

Fare marketing significa quindi ascoltare, interagire, trasmettere valore e comunicare con i clienti (coloro che comprano i prodotti/servizi) e consumatori (coloro che utilizzano i prodotti/servizi). Studiarne i bisogni e le preferenze per riuscire a soddisfarli nel modo migliore, instaurando una relazione duratura e proficua per entrambi (azienda e consumatore). Ed è il consumatore, quindi, con i suoi bisogni e desideri, ad essere il perno attorno cui ruota il marketing.

Un marketing etico dovrebbe puntare a massimizzare il valore ottenuto dallo scambio per entrambe le parti (sia per chi vende che per chi compra). Nello scambio deve esserci valore per tutti. Il marketing da una parte crea profitto per chi vende e dall’altra genera soddisfazione in chi acquista (vedi il concetto di “soddisfazione del cliente”).

Fare marketing non significa quindi solo intraprendere azioni (sfruttando ad esempio le famose leve del marketing mix, o “4P”) volte ad aumentare il fatturato, ma la missione del marketing è anche quella di creare valore intorno all’azienda, ai marchi e ai prodotti o servizi.